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Edizione 2007 / Eventi

Steve Reich "Drumming"

 

Drumming” di Steve Reich (1971)
Eseguita dall’Ensemble di percussioni del Conservatorio di Cagliari
Diretto da David Cossin

 


 

Organico:

Tuned drums – Marimbas– Glockenspiels:
David Cossin
Roberto Pellegrini
Francesco Ciminiello
Roberto Migoni
Giampaolo Lilliu
Pierpaolo Strinna
Valerio Cugia
Andrea Bini
Luca Piana
Piccolo:
Alessandra Giuralongo
Whistling:
Rossella Faa
Voices:
Rossella Faa
Valeria Martini




L’opera

“Drumming” è un capolavoro della seconda metà del ‘900. Possiamo considerarlo un classico e nel contempo un’esperienza ancora densa di futuro, a cui attingere per pensare e ri-pensare la musica oggi e domani.
“Drumming” è costruito con un unico pattern ritmico di base. Questo pattern viene sottoposto, nel corso della composizione, a processi di costruzione e decostruzione, a cambiamenti di posizione, altezza e timbro, ma tutti i musicisti suonano questo pattern, o una parte di esso, per tutto il corso del pezzo.
La programmatica riduzione del materiale compositivo di base e la ripetitività come raffinati sistemi di dilatazione e stratificazione del materiale formale, fanno di “Drumming” uno degli esempi più riusciti e più belli di “minimal music”, nel quale questa corrente musicale perviene alla sua più alta e consapevole sistemazione formale. Tuttavia penso che S. Reich debba essere considerato non tanto e non soltanto uno dei più importanti esponenti del minimalismo degli anni ‘60, quanto piuttosto il grande maestro di una concezione del pensiero musicale che manifesta profonde affinità con estetiche e linguaggi appartenenti a epoche e culture differenti, come ad esempio la musica di Perotinus e la musica africana. E non a caso Reich ha studiato ed è stato influenzato da entrambe.
Per capire come da un’idea semplice possa germinare e svilupparsi una grande architettura sonora come “Drumming”, è necessario soffermarsi brevemente sulla principale tecnica compositiva inventata da S. Reich: il “phasing”. Esso consiste nella continua ripetizione, inizialmente all’unisono, di una breve e incisiva frase musicale. Nel corso della composizione questa breve cellula viene fatta slittare su se stessa ricorrendo a tecniche di aumentazione e diminuzione della velocità di esecuzione. Alla fine di ogni sfasamento temporale così ottenuto, la frase iniziale si trova sempre sovrapposta a se stessa, ma spostata ritmicamente. Ogni sfasamento, quindi, dà luogo a combinazioni ritmiche, melodiche e armoniche differenti. È necessario rilevare che queste trasformazioni ritmico-intervallari si susseguono molto lentamente nel corso del tempo per via delle numerose ripetizioni. È come se il movimento interno della composizione fosse sottoposto ad un processo di sistematico rallentamento. E proprio come nel “rallenty” cinematografico noi possiamo cogliere dettagli visivi che non potremmo vedere se le immagini scorressero a velocità normale, così le tecniche di ripetizione adottate da S. Reich ci permettono di entrare in un nuovo universo percettivo, e di individuare dettagli sonori che altrimenti non potremmo sentire. In questo senso tutta la musica di S. Reich va intesa come un ripensamento del parametro delle durate nella composizione musicale, una riflessione sul significato del tempo in musica.
Ma “Drumming” non è soltanto un viaggio al centro del ritmo e del tempo. È anche un’esplorazione profonda delle possibilità materiche del suono.
Il pezzo è diviso in quattro parti suonate di seguito senza pause.
Nella prima parte quattro percussionisti costruiscono e decostruiscono le trame sonore del brano sulle pelli dei bongos. Nella seconda parte il suono delle pelli trasmigra sul legno: nove percussionisti alle marimbe e due voci femminili stratificano progressivamente il materiale sonoro. Nella terza parte, affidata a quattro percussionisti sui glockenspiels e all’ottavino, il legno modula nel metallo. Nella quarta parte tutti i materiali esposti nelle sezioni precedenti si fondono nel “mélange” finale, estatico e pulsante. (Roberto Pellegrini)



La Classe di Percussioni del Conservatorio di Cagliari
La classe di Strumenti a Percussione del Conservatorio di Cagliari è stata istituita nel 1968 sotto la guida del M° Giovanni Corrias, che ha fondato la scuola di percussioni classiche in Sardegna e che ha curato l’apprendistato di diverse generazioni di allievi. In seguito si sono alternati alla guida della classe diversi percussionisti, provenienti da luoghi e scuole differenti. Dal 2001 il docente della classe di percussioni è Roberto Pellegrini. A partire dal 2004 il Conservatorio di Cagliari ha avviato i corsi sperimentali universitari. Soprattutto in relazione all’avvio di questi nuovi corsi, la classe di percussioni sta sviluppando nuove attività di studio finalizzate alla realizzazione di master-class e di produzioni musicali incentrate sul repertorio solistico e cameristico contemporaneo.



David Cossin
David Cossin è uno specialista nella musica contemporanea, ha lavorato su un ampio spettro di forme artistiche che incorporano i nuovi media alla percussione.
Ha registrato e suonato la musica di compositori famosi quali Philip Glass e Tan Dun e ha suonato insieme a importanti solisti e famosi gruppi di musica quali Bang on a Can All-Stars, Steve Reich and Musicians, Yo-Yo Ma, Meredith Monk, Cecil Taylor, Talujon Percussion Quartet, Thurston Moore (Sonic Youth) and Bo Didley. Ha preso parte a numerosi lavori teatrali che includono le collaborazioni con Blue Man Group, Mabou Mines, e con il regista Peter Sellers. È stato il percussionista solista nella musica composta da Tan Dun per il film di Ang Lee “La Tigre e il Dragone”.
Ha suonato come solista con diverse orchestre quali: Los Angeles Philharmonic, Orchestra Radio France, Saint Paul Chamber Orchestra, São Paulo State Symphony, Sydney Symphony, Gothenburg Symphony, Hong Kong Symphony, and the Singapore Symphony.
Ha partecipato a festival in Europa, Sud America, Asia e Stati Uniti.
È attivo anche come compositore e ha inventato diversi nuovi strumenti musicali. È fortemente interessato al mondo delle installazioni sonore e dallo scorso anno è il curatore del Sound Res Festival a Lecce.








A Santa Teresa Gallura per Musica sulle Bocche 2006

Concerto conclusivo Lunedì 28 agosto ore 6.00

Spiaggia Rena Bianca

Concerto in memoria del batterista Roberto "Billy" Sechi

 




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