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Edizione 2010 / Artisti 2010

Serenata Mediterranea

chitarra solista:Giovanni Seneca
String Ensemble

Musiche di :
L. Boccherini, J. Rodrigo, G.Seneca

Giovanni Seneca:
chitarra sola
 
  • Diteglielo voi
  • Onirico
  • Take away
  • Verso chi
 

Luigi Boccherini:

  • fandango dal quintetto n. 4 G448
 
Giovanni Seneca:
 
  • Telescopio
  • Incontri
  • La giostra
  • motus
 
Joaquin Rodrigo:
·        adagio dal concerto d’aranjuez
 
Giovanni Seneca:
 
    • Processionale
    • Villaggio
    • Nuova Taranta
 
Il concerto “Serenata mediterranea” nasce nel contesto di un vasto progetto culturale teso a promuovere e valorizzare, sia in Italia, sia all’estero, lo scambio e l’interazione tra musiche e musicisti dell’area mediterranea.
In particolare, il concerto propone all’ascolto del pubblico musiche di Giovanni Seneca, insieme a brani di repertorio molto noti, come l’adagio dal concerto d’Aranjuez di Joaquin Rodrigo e il fandango di Luigi Boccherini, il cui filo conduttore è rappresentato dall’elemento della “popolarità” inteso nella sua accezione più ampia: sia come capacità di comunicazione nei confronti di un pubblico vasto ed eterogeneo, sia come integrazione fra linguaggio colto e linguaggio popolare tradizionale.
In “Serenata mediterranea” il classicismo, il folclore e la modernità si incontrano, intrecciandosi a vicenda, in un affascinante itinerario poetico alla ricerca dell’anima popolare della musica, fra cangianti contrasti di stili, citazioni, atmosfere e suggestioni differenti. Il tutto all’interno di una dimensione di brillante leggerezza resa ancor più seducente dal particolare impasto timbrico creato dalla chitarra classica unita agli archi.
 
 Giovanni Seneca, chitarrista e compositore (1967)  Consegue il diploma al conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro  con il massimo dei voti e  la lode. E’ vissuto sei anni in Francia a Parigi dove si e’ specializzato  all’Ecole Normale de Musique e al conservatorio Ravel. Ha realizzato produzioni in vari ambiti scrivendo e interpretando canzoni, brani solistici, cameristici e orchestrali. Ha inoltre composto musica per il cinema, il teatro e la pubblicità. Si è esibito in festival e rassegne nelle maggiori città italiani come anche a Parigi, New York, Philadelphia, Tel Aviv, Sarajevo e Belgrado, Durazzo, Smirne. Nell’aprile 2009 e’ stato protagonista in trio assieme a due musicisti neozelandesi di una tournée di 12 concerti nelle maggiori città della Nuova Zelanda, con un programma comprendente composizioni originali di Seneca e di autori neozelandesi. E’ stato ospite solista nelle stagioni di molte orchestre, tra cui: Orchestra Sinfonica della Rai di Roma, Orchestre des Concerts Lamoreux di Parigi, Orchestre Symphonique Français di Parigi, Orchestre Philarmonique di Cannes in costa azzurra, Orchestra Filarmonica Marchigiana di Ancona. In ambito teatrale ha scritto musiche per spettacoli con attori come Valeria Moriconi, Neri Marcorè, David Riondino e Maddalena Crippa. E’ stato invitato come ospite musicale in diversi programmi radiofonici e televisivi  della Rai e di France Musique. I Telegiornali, sia nazionali, sia regionali, hanno dedicato alla sua attività numerosi servizi. E’direttore  artistico del festival Adriatico Mediterraneo(www.adriaticomediterraneo.eu) e docente di chitarra all’istituto di alta formazione artistica e musicale  G.B. Pergolesi di Ancona. Ennio Morricone, che ha composto per lui e gli ha dedicato un concerto per chitarra e orchestra eseguito in prima assoluta a Parigi e inciso su cd con l’Orchestra Nazionale dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, ha così commentato la musica di Seneca: “posso onestamente  dire che mi è sembrato un ascolto piacevolissimo, pieno di spirito favolistico e di originalità. E’ tutto positivo e mi compiaccio sinceramente del risultato finale”.
 
 

Note di programma:

 

Luigi Boccherini

·        fandango dal quintetto n°4 G448
 
Luigi Boccherini nutrì sempre un profondo rispetto per la cultura popolare, come testimoniano le numerose composizioni ispirate al folclore andaluso che i suoi nobili committenti spagnoli gli richiesero durante tutta la sua lunga carriera di compositore, trascorsa in gran parte a Madrid e presso altre residenze aristocratiche. È il caso del brano presentato in programma: il  celebre terzo movimento del Quarto Quintetto per chitarra e quartetto d’archi, chiamato comunemente “fandango”. Da un tema semplicissimo, Boccherini elabora un movimento in cui si alternano momenti ritmici ad altri di natura lirica. Il colore etnico permea le strutture classiche della scrittura musicale, perfettamente in linea con la prassi compositiva dell’epoca, creando una sostanza musicale insolita e accattivante, ricca di energia e insieme di eleganza.
 
Giovanni Seneca
Telescopio è un brano ispirato all’omonima costellazione. L’introduzione lenta, di carattere onirico e contemplativo, confluisce gradualmente e quasi inavvertitamente in una sezione più mossa dal ritmo “latin”, in cui il tema di base si dispiega alternandosi fra la chitarra e gli archi in un vivace gioco concertante.
La giostra ha la stessa struttura bipartita di una canzone, con un primo tema in minore, dal carattere lievemente malinconico, alternato ad un secondo tema in maggiore, più luminoso ed espanso. Apre e chiude la composizione una sezione musicale basata su un serrato incastro ritmico tra la chitarra e gli archi che ha un andamento simile ad una giostra meccanica.
Motus è una composizione dal ritmo ossessivo e martellante che si colora di profumi d’oriente nella sezione centrale, come una splendida immagine esotica fuori dal tempo intravista oltre il velo opprimente della frenetica vita moderna.
 
 
Joaquin Rodrigo:
·       adagio dal concerto d’aranjuez (trascrizione G. Seneca)
L’adagio del concerto d’aranjuez di Joaquin Rodrigo, originario per chitarra e orchestra e qui presentato in una versione per chitarra e archi arrangiata da Giovanni Seneca, rientra in quel genere di brani che, pur essendo di derivazione colta, fanno ormai parte, per la loro geniale semplicità melodica e per la loro immediatezza comunicativa, del patrimonio musicale di massa.
Lo straordinario successo di pubblico che ha da sempre accompagnato il concerto, che Rodrigo volle dedicare nel 1939 al chitarrista spagnolo Regino Sainz de la Maza rendendo così omaggio alla tradizione musicale ispanica, risiede essenzialmente nella grande facilità e naturalezza con cui l’autore ha saputo fondere le movenze melodico-ritmiche tipiche della musica popolare spagnola, dal cante jondo al flamenco, con l’eleganza, la trasparenza e la raffinatezza timbrica della tradizione musicale colta di ascendenza francese.
In questo senso, la fonte di ispirazione visiva del concerto, ovvero l’antico palazzo reale di Aranjuez, ristrutturato nel diciottesimo secolo dai sovrani di Spagna per emulare i fasti e lo splendore di Versailles, giocò senz’altro un ruolo essenziale. Aranjuez, coi suoi rigogliosi giardini geometrici e la sua equilibrata struttura architettonica, è infatti il luogo simbolico in cui risiede l’anima europea e civilissima della Spagna, quella che nel Settecento seppe conciliare il classicismo illuminato di modello francese con l’antica tradizione culturale iberica, ingentilendone e smussandone le asprezze, i forti contrasti tonali e gli estremismi emotivi nell’ambito di una cornice galante e cortese.
Tutto il Concierto de Aranjuez traduce in ambito novecentesco questa particolare atmosfera culturale. Soprattutto nel celeberrimo Adagio, imperniato su un dolce, malinconico canto notturno, si mescolano infatti galanteria e sensualità, gentilezza aristocratica e vitalità popolare, giochi di luce e incantamenti notturni, mentre lo spirito graffiante e sanguigno del folclore musicale spagnolo appare stemperato e addolcito da una generale aura di nobiltà e di contegno aristocratico.
 
 
Giovanni Seneca:
Processionale è una composizione originariamente scritta e pubblicata nel cd “per aspera” per quintetto (chitarra, mandolino, clarinetto, contrabbasso e percussioni) che l’autore qui ripresenta in una nuova versione per chitarra e archi. Si tratta di un tango ispirato alle melodie liturgiche e paraliturgiche eseguite nelle processioni religiose dell’Italia del sud. Nella sezione centrale, un ritmo irregolare anima le due cadenze di chitarra e violino colorando di venature jazz e blues l’armonia del brano, modellata sui tratti tipici della tradizione musicale italiana del meridione.
Villaggio è un brano ricco di mistero che rievoca suoni e i colori affascinanti della foresta. Il tema principale è sostenuto da un ritmo continuo e scorrevole su cui aleggiano, come spiriti della natura, agili e rapide figurazioni dei violini.
Nuova Taranta, pubblicata nel cd “per aspera” e anch’essa presentata qui per la prima volta in una nuova versione per chitarra e archi, è una vivace, inebriante tarantella arricchita di cromatismi e armonie afroamericane. Il ritmo regolare di sei ottavi, lanciato a precipizio dalla chitarra dopo una libera introduzione rapsodica, si arresta improvvisamente nella parte centrale lasciando spazio ad un momento di intensa effusione lirica prima di riprendere la sua corsa sfrenata.



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